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Da un dialogo in parlatorio con un gruppo scout
È scelta che viene da una chiamata, da una proposta
di Dio.
Allora la prima cosa da domandarsi è: per me Dio
esiste? E, se esiste, è importante per me? Ma quanto importante?
Non nasciamo già "monache", cioè non nasciamo
condizionate e obbligate a questa scelta , ma nel percorso di vita, nella
ricerca della nostra strada e della nostra realizzazione, sopraggiunge un momento
in cui si apre una finestra e questi interrogativi si fanno presenti nel cuore.
Accetto che Dio esista. Ok. Metto in conto che Lui
ha pensato qualcosa di bello per me già dagli inizi del mondo. Cioè , io non
esistevo e Lui pensava a me. Che bello questo pensiero!
Sono circondato a volte da persone da cui non mi
sento considerato e invece Dio mi considera senza che io abbia iniziato a
considerare Lui!
Il progetto di amore di Dio è scritto dentro di
noi. E' un suggerimento di felicità. È una mission
speciale che Lui ci affida. Non siamo costretti ad accettarlo. Per lo meno, però,
è cosa intelligente prenderlo in considerazione.
Se vogliamo salire una montagna ci informiamo prima
sul sentiero da percorrere e accogliamo i suggerimenti delle guide esperte che
sanno indicarci il percorso più breve, più sicuro e più bello. Poi noi rimaniamo liberi di salire anche dal sentiero più impervio
oppure di non salire per niente. Dio propone. Il libero arbitrio dell'uomo -
sempre dono di Dio - sceglie la risposta. Non c'è nessuno perciò che possa dire
di non avere un progetto di vita, di essere inutile a questo mondo.
Nel nostro caso la proposta di Dio è stata per un
tipo di vita un po' speciale. Una vita sprecata all'interno del Monastero? Se abbiamo imparato solo a conteggiare facendo 1 + 1 certamente è vita
sprecata. Che cosa rende rimanere chiusi in monastero? Cosa posso fare di bene
per gli altri se gli altri non li raggiungo?
La soluzione sta nel tenere in conto che non esiste
solo quello che si tocca , ma esiste un mondo interiore , esistono dei sensi
interiori che il più delle volte non vengono utilizzati. Non sono poteri paranormali,
ma sono quella parte di noi essenziale , vitale, che non sempre sviluppiamo a
modo. Non è forse vero che l'amicizia di un amico vero la si sente anche a
distanza quando l'amico è lontano? Se una persona ci vuole bene non ci sentiamo
sorretti dal suo affetto anche se fisicamente lontani?
Il nostro agire per il bene fattivo del mondo si
realizza nella dimensione dell'amore e quindi è presenza invisibile ma reale e
palpabile. Molto più perché l'amore che noi desideriamo trasmettere non è solo
il nostro. Quanto amore può racchiudere il cuore dell'uomo?
Per quanto si dilati rimane sempre amore umano e
quindi limitato. In una ideale catena di solidarietà Dio ci chiama a stare
vicino al fuoco del Suo amore perché altri toccando noi , cioè venendo a
contatto diretto o a distanza con il Monastero, si scaldino a loro volta.
Il Monastero, con le persone, che vi abitano funge
un po' da segnale stradale: una freccia rivolta verso l'esistenza di Dio. Un
cartello che è una provocazione, quasi a voler dire: "noi ci crediamo e siamo
felici, volete provare anche voi?".
Dato che il dono di Dio ci raggiunge nella nostra
umanità , non annulla la nostra umanità, non ci rende super-donne prive di
problemi, di debolezze, di desideri, ma ci propone di vivere questa nostra
umanità, compresa la fragilità, alla luce dell'amore che Lui ci ha dichiarato.
Un amore che rimane fedele per sempre, che non fugge, che non si scandalizza, un
amore che è propositivo, che fa crescere e maturare.
Ci alleniamo a leggere le nostre fragilità come
luogo dell'incontro con la misericordia di Dio, opportunità di cambiamento e
non dimensione di angoscia o frustrazione.
Anche i desideri belli che ogni donna porta nel
cuore e segnati naturalmente nel suo corpo, come la maternità, non sono
soppressi da Dio. Il Signore non è Dio della morte, ma della vita. Ma a noi
suggerisce di vivere questa maternità in modo spirituale perché possiamo così
abbracciare non solo due, tre , quattro figli, ma un numero smisurato che solo
in parte forse conosceremo, ma che sappiamo
essere presenti nel mondo.
Maternità è volere il bene dell'altro; è donarsi
senza tempo e calcolo; è scelta per la vita; è trasmissione
di valori sani; è sguardo verso il futuro per preparare la strada e liberarla
da inciampi; è consolazione
negli sbagli, sostegno nel dolore, condivisione della gioia.
Il nostro essere donne consacrate oggi vuol essere
tutto questa a nome di Dio e con Dio.
le Sorelle Carmelitane
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