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La vita, la
storia
Nacque
nel Périgord meridionale in Francia ca. il 1305 in una famiglia poverissima (il
padre, massaro, era servo). Morto il fratello, per non aggravare la miseria
familiare lasciò ancora fanciullo i
genitori e la sorellina per trasferirsi nella cittadina di Monpazier (a
quarantacinque Km. da Bergerac) dove frequentò la scuola per tre anni circa
vivendo di elemosine e insegnando ai più piccoli. La medesima vita condusse ad
Agen fino all'età di vent'anni, e ritornò poi a Monpazier.
Notato
dal priore del convento carmelitano di Lectoure, insegnò per un anno in quel
collegio; poi il priore (probabilmente quello di Bergerac) lo condusse nel
proprio convento dove emise i voti religiosi e divenne carmelitano. Lettore di
logica ad Agen vi studiò filosofia e, dopo altri tre anni, vi ricevette l'ordinazione
sacerdotale.
Soccorso
nell'estrema sua povertà per intervento della Madonna, andò a insegnare,
rispettivamente, per un anno la logica nel convento carmelitano di Bordeaw, la
filosofia in quello di Albi, poi ancora ad Agen. Dopo un soggiorno di tre anni
a Parigi, ancora per studiare, mentre durante una processione predicava contro
una tremenda siccità, cadde una pioggia che parve miracolosa.
Nel
1345 fu eletto procuratore generale del suo Ordine e inviato presso la curia
romana, che in quel tempo era la corte pontificia di Avignone. Nonostante non
fosse fisicamente molto dotato (il suo padre generale si vergognava di
presentarlo ai cardinali), fu nominato predicatore apostolico e dopo tre anni
anziché dopo i cinque prescritti dall'Università fu dichiarato maestro in Sacra
Teologia. Ad Avignone compì con successo il suo ufficio di predicatore
apostolico e quando morì il papa Clemente VI ne accompagnò la salma fino alla
Chaise-Dieu predicando in tutte le dodici soste del viaggio.
Dal 1353 svolse missioni come legato di
pace e legato pontificio agli incontri ecumenici in Serbia e a Costantinopoli.
Fatto Vescovo di Patti e Lipari in Sicilia (1354), fu trasferito poi a Corion
in Morea, e nominato legato pontificio in Oriente. Nel 1363 fu nominato
arcivescovo di Creta e l'anno dopo patriarca latino di Costantinopoli e
condottiero spirituale della crociata promossa da Pietro I di Lusingano. Nel
1364 fu tra i fondatori della facoltà teologica di Bologna.
Il
suo impegno per l'unità della Chiesa fanno di questo santo nel secolo XIV un
precursore dell'ecumenismo.
Mentre si trovava nell'isola di Cipro, a Famagosta,
e si preparava per tornare in curia, durante le feste natalizie del 1365, si
ammalò gravemente. Ridotto a "pelle e ossa" morì santamente l'anno 1336 nel
convento carmelitano di Famagosta, dopo aver distribuito tutti i suoi averi. Una
leggenda, diffusa nel sec XVI, lo diceva morto in seguito ad una ferita avuta
durante la battaglia di Alessandria, ciò lo rese erroneamente "martire". Il
funerale fu un vero trionfo, vi parteciparono devotamente i dissidenti greci e
altri che, lui vivente , ne avrebbero volentieri "bevuto il sangue". L'elogio
funebre fu tenuto dal Carmesson, che più volte si sentì misteriosamente spinto
a chiamare santo il defunto. Il corpo rimase esposto per sei giorni e fu
visitato da una grande folla; si verificarono guarigioni e altri miracoli prima
e dopo la tumulazione. La conquista di Cipro da parte dei Turchi, nel 1571 e il
terremoto del 1735 tolsero ogni memoria del Santo in quella isola. Il culto di
Pier Tommaso è celebrato solo nell'Ordine Carmelitano all'8 gennaio e nella
diocesi di Perigueux (Francia). A Roma, nel dic. 1944, i carmelitani hanno
intitolato a Pier Tommaso un Istituto di liceo e filosofia a fianco della loro
basilica di S. Martino ai Monti sul Colle Oppio. Un modesto tributo di gloria
ad un umile carmelitano, maestro di teologia, devotissimo alla Vergine
Immacolata, assunto alle più alte cariche della diplomazia pontificia, ardente
pacificatore: una figura europeistica ed ecumenica del sec. XIV.
Per approfondire
A
cura di Saggi Ludovico, Santi del Carmelo, Institutum
Carmelitanum, Roma, 1972.
Boaga Emanuele, Celebrare i nostri santi, Ed. Carmelitane, Roma, 2009.
Proprio della Liturgia delle Ore dell'Ordine
Carmelitano, Centro Stampa
Carmelitano, Roma 2004.
La preghiera carmelitana
Con
la riforma attuata dal Concilio Vaticano II, il ricordo di S. Pier Tommaso,
posto l'8 gennaio, è celebrato come festa per l'Ordine carmelitano.
I
testi liturgici della Messa (Ez 34,11-16; Sal 121; Gv 10,11-16; antifona d'ingresso,
colletta e orazioni) sottolineano gli aspetti centrali della figura del santo:
il pastore buono, lo strenuo assertore della pace, l'apostolo dell'unità della
Chiesa, e il suo prodigarsi per la liberazione della Terra Santa.
Le
stesse tematiche ricorrono nei testi scelti per la Liturgia delle Ore, in
particolare negli inni.
La
prima lezione dell'Ufficio delle letture è tratta dalla lettera a Timoteo di S.
Paolo, in cui raccomanda al vescovo di insegnare sempre la vera dottrina. La
seconda lezione è tratta dalla biografia del santo scritta da Filippo de Mezière,
cancelliere del regno di Cipro; narra gli ultimi giorni del santo, mettendo in
risalto il suo amore all'Eucaristia, la sua bontà verso i famigliari e il suo
desiderio di ricevere gli ultimi conforti della religione amministratigli dal
suo vicario, e infine la consegna della sua anima nelle mani di Dio.
Proposta
Proponiamo
come spunto di riflessione e preghiera alcuni versetti della prima lettera di
s. Paolo ap. a Timoteo, tratti dal brano proposto nel proprio della liturgia
carmelitana come prima lettura dell'Ufficio.
Ti
raccomando dunque che si facciano domande, suppliche, preghiere e
ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stano al
potere, perché possiamo trascorrere una vita calma e tranquilla con tutta pietà
e dignità. Questa è una cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro
salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvi e arrivino alla
conoscenza della verità. Uno solo, infatti è Dio e uno solo il mediatore tra
Dio e gli uomini, l'uomo Cristo Gesù, che ha dato se stesso in riscatto per
tutti.
Preghiamo
O san Pier Tommaso, tu che hai
conosciuto la fatica della povertà e sperimentato il soccorso della Provvidenza
di Dio, aiutaci a pregare per tutti coloro che hanno maggiori responsabilità
nell'alleviare le sofferenze di chi è nel bisogno, e ci siano anche oggi uomini
retti e illuminati che lavorino instancabilmente per la concordia e il bene
comune, per il dialogo e la pace tra i popoli. Amen.
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