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Nuovi nello Spirito
Pentecoste: Gesù ci dona il suo Spirito  (Gv 20,19-23 )  

 

pentec11.jpgSono passati cinquanta giorni dalla Pasqua: la nostra memoria ha già cancellato il ricordo di quel prodigio avvenuto.
Gesù non si arrende. Legge il nostro vuoto interiore e manda il Suo Spirito perché sia Lui a ricordarci tutte le Sue parole, i suoi gesti, perché l’amore stesso di Gesù continui ad accarezzare le nostre giornate come se Lui fosse ancora presente fra noi come lo hanno visto vivo e vero i suoi discepoli duemila anni fa.


Sì, perché Gesù è vivo e vero! Perché Gesù è veramente tra noi anche oggi, Pentecoste del 2008.
C’è molto di più: noi siamo con Lui vicino al Padre, trasportati lì dalla forza dello Spirito di Amore.


Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito” (1 Cor 12, 13).


Uno stesso Spirito ci ha dissetati tutti. La Sua acqua fresca è entrata dentro di noi portando via le scorie di un passato che ci aveva terribilmente ferito. L’abisso del peccato è stato riempito dalla misericordia del Padre che ha soffiato verso il Figlio il suo Amore, perché il Figlio soffiasse a sua volta su ciascuno di noi, scegliendoci come suoi fratelli adottivi.


Siamo diventati familiari di Dio: non possiamo più dirci persi, soli, smarriti perché abbiamo ritrovato una famiglia, la nostra vera famiglia, la famiglia di Dio nella quale ci scopriamo e percepiamo tutti fratelli e sorelle!


Spirito Santo, Tu che poni su di noi il sigillo del nostro nome nuovo, entra nel nostro cuore e lava ogni polvere che si è accumulata insinuandosi attraverso gli spifferi delle nostre disarmonie, dei nostri rancori.


Spirito Santo, Tu che hai bagnato il nostro volto con l’acqua viva che ci ha resi belli davanti a Dio nel Battesimo, bagna la terra arida della nostra incredulità, rendici fedeli e pazienti nella fede.


Spirito Santo
, Tu che sei il Medico perfetto, sana  le nostre ferite sanguinanti, togli anche le cicatrici dei nostri ricordi pesanti, piega la durezza dell’odio che ci lacera, scalda il nostro cuore ferito e impaurito, raddrizza  i sentieri tortuosi che le nostre ginocchia vacillanti hanno imboccato.


Accogliamo il dono dello Spirito a braccia aperte e la nostra tristezza si muterà in gioia ogni momento, perché non saremo mai più soli!
Camminiamo secondo le vie che questo Spirito di amore ci suggerirà, impareremo a desiderare ciò che è desiderabile e a non soddisfare i desideri della carne.
(cfr Gal 5,16.22.25)


La vigna della nostra vita darà allora nuovi frutti : amore,gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé e sarà proprio da questi buoni frutti che ci riconosceremo e ci riconosceranno come figli di Dio


Le  vostre Sorelle Carmelitane

 

 

 
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