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Il
cammino quaresimale è iniziato.
Si
entra nel deserto, lì dove conviene portare solo lo stretto necessario per una
traversata sicura, per giungere alla mèta.
Il deserto è luogo di incontro con Dio e
non primariamente luogo di tentazione.
È il Signore che ci conduce nel deserto per parlare al nostro cuore. Ecco perché
il deserto quaresimale è tempo di gioia pur nella traversata sabbiosa.
Il
Signore vuole parlare al nostro cuore e ci suggerisce un tempo favorevole, un
tempo prezioso da occupare con cose primarie.
Ma
cos'è primario nella mia vita di cristiano?
Il
battesimo che ci ha resi figli nel Figlio.
Tutto
è iniziato lì: immersi nella morte e risurrezione di Gesù. La capacità ricevuta
di chiamarlo Padre.
L'incontro
con Dio nel deserto quaresimale
svela me a me stesso, mi pone di fronte ad uno specchio e io stesso vengo preso
dal desiderio di far risplendere sempre di più in me , nei miei gesti e nelle mie parole i gesti, le parole
del Signore.
Primario
è dunque ricordare che nel battesimo ci è stato donato un kit per affrontare
con gioia, con serenità, con fierezza le tante traversate che la vita ci
propone!
Un
tesoro prezioso è stato posto dentro di noi: siamo diventati casa di Dio.
Quando
delle volte diciamo: mi sento solo...
Quando
ci sentiamo tristi perché il numero degli amici intorno a noi non sembra mai
abbastanza...
Possiamo
provare a ricordare che in realtà non siamo mai soli perché tutto Dio è dentro di noi!
Siamo
in perenne compagnia del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Dove
ci muoviamo noi ,si muovono anche loro!
Questo
è anche il principio attivo della nostra missionarietà cristiana: siamo tutti missionari
proprio in forza del battesimo. Infatti un dono ricevuto non è mai da gustare solo per se stessi, è
più bello se viene condiviso.
Se
ho scoperto che Dio mi ama, è bello comunicare questa scoperta anche ad altri
che ancora non ne hanno fatto esperienza.
Si
parla tanto di sport estremi, di sensazioni estreme, di divertimenti estremi.
Anche
noi cristiani proponiamo qualcosa di estremo: proponiamo il non compromesso, il
non accomodamento, proponiamo di non usare solo l'emotività e la sensazione
come metro di comprensione della vita, proponiamo di utilizzare al meglio la
completezza di tutte le facoltà: mente, cuore, volontà, il tutto illuminato e
irrobustito dallo Spirito Santo.
Questo
sì è uno sport estremo!
La
volontà di superare i limiti, di mettere alla prova il proprio corpo sfidando
anche la natura e le sue leggi, armati di estrema audacia e di desiderio di
sperimentare. La ricerca di emozioni forti, l'adrenalina che schizza in alto,
la concentrazione e la forza di volontà che portano a non percepire la fatica e
il pericolo: gli sports estremi sono tutto ciò.
Vivere
la quaresima come sport estremo significa voler sperimentare l'adrenalina che si alza in noi quando
diciamo sì a Dio sapendo mettere da
parte un po' della nostra volontà per accogliere la sua volontà. Sperimentare
il superamento del proprio limite quando ci si fida di Dio più delle proprie
forze : non di solo pane vive l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di
Dio.
Accogliere
queste parole, lasciare che diventino vere nel proprio quotidiano, lasciare
spazio alla creatività di Dio, questo è lo sport più bello e più sano!
In fraternità,
le vostre Sorelle
Carmelitane
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